Arrivati a metà mattinata possiamo azzardarci a dire che le azioni Stellantis stiano provando a cambiare passo dopo sei sedute consecutive caratterizzate da debolezza (e tra queste alcune contraddistinte da quotazioni a picco). Nella sessione di metà settimana, il titolo automotive è il migliore del Ftse Mib con un rialzo di circa il 3% che significa ritorno in area 4,5 euro. Un movimento che consente di ridurre almeno in parte il passivo accumulato nelle ultime settimane, con la performance mensile che resta comunque negativa per circa il 10%.
Per Stellantis quello di oggi sembra essere il primo segnale di reazione dopo una fase particolarmente difficile anche se è oggettivamente prematuro interpretare questo movimento come un’inversione della tendenza. Il titolo Stellantis resta infatti in calo di circa il 53% da inizio anno e continua a scontare numerose incognite sul fronte industriale, commerciale e strategico. Proprio l’entità della discesa accumulata rende plausibile l’ipotesi che il movimento odierno abbia una componente soprattutto tecnica, più che essere il risultato di un improvviso miglioramento dei fondamentali.
Il focus, intanto, torna sulle strategie del gruppo nelle Americhe, dove Stellantis sembra valutare interventi significativi sia sul fronte produttivo sia su quello tecnologico.
Indice
Azioni Stellantis, il rimbalzo arriva dopo sei sedute di debolezza
La prima chiave di lettura della seduta è quella tecnica. Il recupero delle azioni Stellantis arriva infatti dopo una sequenza di sei giornate negative e con il titolo ancora molto lontano dai livelli di inizio anno. Un rimbalzo dopo una caduta di queste dimensioni non equivale necessariamente a un cambio di trend, soprattutto quando non è ancora accompagnato da elementi capaci di modificare il quadro fondamentale.
Anzi, la struttura delle quotazioni suggerisce una certa prudenza. L’area dei 4,29 euro rappresenta un primo supporto tecnico, mentre una prima resistenza viene individuata a 5,7 euro. La distanza tra questi due livelli fotografa bene quanto sia ancora ampia la strada che Stellantis dovrebbe percorrere prima di poter parlare di una vera ricostruzione del trend.
C’è poi un altro elemento da non trascurare: secondo i dati Consob sulle posizioni nette corte, Stellantis si trova al quinto posto tra i titoli più shortati di Piazza Affari, con posizioni ribassiste pari al 5,38% del capitale. Questo dato può contribuire ad amplificare i movimenti del titolo: dopo una fase di forte pressione, anche un recupero relativamente contenuto può innescare ricoperture da parte degli operatori che avevano puntato sul ribasso.
Per questo motivo, il +3% di oggi va letto innanzitutto come una reazione alle vendite recenti. Saranno le prossime sedute a dire se il mercato sta effettivamente cambiando orientamento oppure se si tratta soltanto di una pausa all’interno di una tendenza ancora fragile.
Stellantis guarda a una nuova strategia tecnologica in Sud America
Sul fronte industriale, uno dei dossier più interessanti riguarda il Sud America. Stellantis starebbe valutando una revisione della strategia tecnologica definita circa tre anni fa, con l’obiettivo di rispondere in modo più efficace alla crescente pressione dei costruttori cinesi.
Il tema è particolarmente rilevante perché il mercato sudamericano presenta caratteristiche differenti rispetto a quello europeo e nordamericano. Per questo il gruppo starebbe considerando soluzioni di elettrificazione alternative rispetto al percorso inizialmente delineato, tra cui una possibile versione flex-fuel della tecnologia range-extender sviluppata con Leapmotor e veicoli alimentati a bioetanolo prodotto dalla canna da zucchero.
Una roadmap tecnologica aggiornata dovrebbe essere presentata entro la fine dell’anno. L’obiettivo è adattare l’offerta alle caratteristiche del mercato locale, cercando contemporaneamente di difendere le quote di mercato dalla concorrenza cinese.
Il problema riguarda in particolare il marchio Jeep, che secondo le indicazioni del COO South America Herlander Zola avrebbe già perso terreno in mercati come Brasile e Uruguay. Tra le possibili risposte viene indicato anche il lancio della Jeep Avenger, che potrebbe rappresentare uno degli strumenti attraverso cui Stellantis intende recuperare competitività.
La questione non è tanto il singolo modello quanto la possibile revisione dell’approccio industriale nelle Americhe. Se il gruppo italo-francese dovesse riuscire a rendere più flessibile la propria strategia tecnologica, il cambiamento potrebbe avere effetti sulla capacità di difendere margini e quote di mercato in un’area sempre più competitiva.
Brampton, il nodo della produzione in Canada
La riorganizzazione nelle Americhe non riguarda però soltanto la tecnologia. In Nord America è aperto il dossier sullo stabilimento di Brampton, in Ontario, che vede un confronto molto duro con il sindacato canadese Unifor.
Secondo quanto comunicato dal sindacato, Stellantis avrebbe informato i rappresentanti dei lavoratori di stare seriamente valutando la chiusura o la vendita dell’impianto. Al momento non sarebbe stata notificata formalmente alcuna decisione, ma l’ipotesi è significativa perché si inserisce in una revisione più ampia dell’assetto produttivo nordamericano.
Brampton era stato destinato alla riconversione per la produzione della nuova Compass. Successivamente, però, Stellantis ha deciso di spostare la produzione del modello negli Stati Uniti, una scelta collegata anche all’impatto dei dazi statunitensi sulle merci provenienti dal Canada. Unifor sostiene che questa decisione possa entrare in contrasto con gli impegni sottoscritti nell’accordo del 2023.
Il caso Brampton mostra quindi un altro aspetto del problema Stellantis: ottimizzare la capacità produttiva senza aumentare i costi industriali e mantenendo al tempo stesso rapporti sostenibili con i lavoratori e i governi locali.
Azioni Stellantis, il rimbalzo può continuare?
Il recupero di oggi delle azioni Stellantis è certamente positivo per un titolo che arriva da una fase di forte pressione, ma i numeri attuali non permettono ancora di parlare di svolta. Il rosso del 53% da inizio anno e l’elevata presenza di posizioni short indicano che il mercato continua a mantenere una view molto prudente sul gruppo.
Il riassetto nelle Americhe rappresenta uno dei dossier da monitorare proprio perché può incidere sulla futura struttura industriale di Stellantis. La revisione della strategia tecnologica in Sud America e le possibili decisioni sugli stabilimenti nordamericani mostrano un gruppo impegnato a ripensare la propria presenza sul continente, anche sotto la pressione della concorrenza cinese e dei cambiamenti nel quadro commerciale.
Per ora, però, il mercato sembra premiare soprattutto la componente tecnica del movimento. La vera prova arriverà se il titolo riuscirà a consolidare il recupero nelle prossime sedute, allontanandosi stabilmente dai recenti minimi. Solo in quel caso il rimbalzo potrebbe iniziare ad assumere un significato diverso da quello, più immediato, di una reazione dopo sei sedute di vendite.
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