Con sette sedute di fila in verde, le azioni BFF Bank sono tra le più esuberanti sul fronte Mid Cap di Piazza Affari. La quotata attiva nella gestione dei crediti commerciali verso la PA, passa di mano in area 3,04 euro, il 30% in più rispetto a un mese fa. Un andamento solo a prima vista positivo ma che in realtà è da intendersi soprattutto come rimbalzo dopo il grande sell-off che aveva affondato il titolo in due tempi, prima a fine gennaio e poi a fine aprile, e di cui ne è segno tangibile il crollo del 67% registrato nel 2026.
Inquadrata la situazione generale, focalizziamo però l’attenzione sul presente: c’è spazio per una ulteriore prosecuzione del trend rialzista in atto sul titolo da sette sedute? Gli spunti, in effetti, potrebbero non mancare. L’approvazione del bilancio 2025 da parte dell’assemblea dei soci ha infatti riservato una serie di conferme (a partire dalla destinazione dell’utile a riserva anzicchè allo stacco del dividendo) e qualche novità come la soppressione del vecchio piano di acquisto di azioni proprie e il lancio di un nuovo buyback.
Proprio sulle novità in tema azioni proprie andiamo a concentrare la nostra attenzione.
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Il nuovo piano di acquisto di azioni proprie BFF Bank
L’approvazione di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie è forse uno degli aspetti più interessanti delle delibere dell’assemblea dei soci della Mid Cap. Nuovo buyback significa conferma della volontà del management di mantenere una certa flessibilità nella gestione del capitale e di dotarsi di uno strumento utile per eventuali operazioni di ottimizzazione della struttura patrimoniale.
Nello specifico, il buyback riguarda il riacquisto di un numero massimo di 9.444.959 azioni ordinarie della banca, vale a dire fino al 5% del capitale sociale complessivo, considerando anche le azioni proprie già eventualmente detenute dall’istituto.
La nuova autorizzazione al riacquisto di azioni proprie va a sostituire quella approvata il 17 aprile 2025, che non era mai stata utilizzata. E infatti contestualmente al nuovo buyback, l’assemblea ha anche deciso il ritiro della precedente richiesta autorizzativa che era stata comunicata al mercato nel novembre 2025.
Praticamente si riparte con un nuovo iter che è più allineato alla situazione patrimoniale e regolamentare attuale.
Attenzione perchè il nuovo buyback non può essere eseguito in modo automatico. Come previsto dalla normativa bancaria europea, il piano rimane subordinato al via libera della Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 78 del Capital Requirements Regulation (CRR). Solo dopo l’ottenimento dell’autorizzazione dell’autorità di vigilanza il piano potrà essere concretamente avviato.
Dal punto di vista finanziario, il programma sarà effettuato esclusivamente nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili. Ciò significa che BFF Bank dovrà preservare in ogni momento i requisiti patrimoniali richiesti dalla vigilanza, evitando che il riacquisto di azioni possa compromettere la solidità del capitale.
Ragionando in termini generali, per gli investitori il buyback rappresenta un fatto positivo, poiché può contribuire a sostenere il valore del titolo interessato sul mercato e, in caso di cancellazione delle azioni acquistate, determinare un incremento dell’utile per azione. Nel caso di BFF Bank, tuttavia, il focus resta concentrato soprattutto sul percorso di rafforzamento.
Nessun dividendo BFF Bank 2026: utile tutto a riserva
Oltre alle decisioni in materia di riacquisto di azioni proprie, l’assemblea ha anche approvato il bilancio dell’esercizio 2025, confermando le indicazioni già vagliate dal CdA a partire da un utile pari a 27,61 milioni di euro e dall’assenza di dividendo.
La proposta avanzata dal consiglio di amministrazione ha ottenuto un ampio sostegno, raccogliendo circa il 93,7% dei voti favorevoli. L’intero utile verrà quindi trattenuto all’interno della banca e destinato al rafforzamento delle riserve patrimoniali. Nel dettaglio, 78.693 euro sono stati assegnati alla riserva legale, mentre oltre 27,53 milioni di euro sono confluiti nella riserva utili portati a nuovo. La scelta evidenzia una strategia improntata alla prudenza e alla conservazione del capitale, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la posizione patrimoniale dell’istituto.
Per gli investitori orientati al rendimento da dividendo, la mancata distribuzione della cedola non può che essere una delusione (attutita dal fatto che era tutto noto e comunque prevedibile alla luce della situazione della banca). Tuttavia, dal punto di vista della stabilità finanziaria, la decisione è segnale di attenzione verso il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali.
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Dall’assemblea sono inoltre arrivati segnali incoraggianti sul fronte della governance. La Politica di Remunerazione 2026 ha ottenuto il 93,4% dei voti favorevoli, evidenziando un deciso miglioramento rispetto al consenso registrato nell’anno precedente. Analogo andamento è stato osservato per le politiche relative ai compensi in caso di cessazione anticipata della carica, anch’esse approvate con oltre il 93% dei consensi.
Tirando le somme, tutte le deliberazioni assembleari di BFF Bank sembrano delineare una strategia caratterizzata da forte attenzione al capitale. Da un lato la banca rinuncia temporaneamente alla distribuzione degli utili per consolidare il patrimonio; dall’altro si dota della possibilità di intervenire sul capitale attraverso un programma di acquisto di azioni proprie. Due decisioni che, pur avendo effetti differenti sugli azionisti nel breve periodo, convergono verso un medesimo obiettivo: rafforzare la struttura finanziaria dell’istituto e creare le condizioni per una crescita più sostenibile negli esercizi futuri.
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