Il business di SpaceX non è più soltanto quello dei razzi e dei satelliti. L’intelligenza artificiale genera ormai oltre metà dei ricavi della creatura di Musk. E’ questo il dato forse più rappresentativo della trimestrale di SpaceX arrivata dopo la chiusura di Wall Street. Fortissima per quello che riguarda fatturato e utile (entrambi superiori alle attese della vigilia), è piena zeppa di indicazioni che potrebbero catturare l’attenzione dei trader e per forza di cose si candida ad essere il potenziale principale driver delle azioni SpaceX nella sessione di metà settimana.
Qualche avvisaglia di quelli che potrebbero essere gli effetti in borsa si è già vista nell’after-hours: dopo gli scambi regolari le azioni SPCX sono salite di quasi l’8%, avvicinandosi a 160 dollari contro i 147,80 dollari della chiusura. Insomma le buone premesse ci sono tutte.
Quadro tecnico azioni SpaceX prima della valutazione della trimestrale
Prima di analizzare nel dettaglio come è andata la trimestrale di SpaceX vediamo quale è la situazione tecnica in cui il titolo si trova prima della valutazione dei risultati da parte degli investitori. L’analisi fondamentale è infatti si importante ma anche il quadro tecnico di partenza può condizionare le dinamiche di borsa.
Le azioni SpaceX sono arrivate all’appuntamento con la trimestrale distanti dai massimi di ottobre, superiori a 171 dollari, raggiunti a inizio mese. E infatti il bilancio mese su mese è negativo per il 2%. La chiusura di ieri (prima della diffusione dei conti) a 147,80 dollari è stata in linea al pivot giornaliero di 147,29 dollari con un RSI a 46,37 che praticamente è espressione di neutralità. In questo contesto sul grafico, la prima resistenza la si può trovare a 151,30 dollari, seguita da quella in area 158 dollari: proprio quest’ultima soglia è stata superata nel movimento positivo dell’after hours. Un consolidamento sopra 158-160 dollari potrebbe aprire la strada a un nuovo test di quota 170 dollari. Sul fronte opposto, un ritorno sotto 145,20 dollari riporterebbe l’attenzione sui supporti a 142,50 e 140 dollari.
Lo ribadiamo: questi livelli sono riferiti al quadro tecnico precedente alla trimestrale: sarà la reazione durante gli scambi regolari a chiarire se il balzo notturno rappresenta l’avvio di un recupero più solido oppure una risposta iniziale destinata a ridimensionarsi.
Trimestrale SpaceX nel dettaglio: ricavi e utili oltre le previsioni
I numeri spiegano perché gli investitori abbiano reagito positivamente dopo i mercato regolare. Nel terzo trimestre 2026 SpaceX ha registrato ricavi per 14,58 miliardi di dollari, contro i circa 12,7-12,8 miliardi attesi dagli analisti. Rispetto ai 5,6 miliardi dello stesso periodo del 2025, la crescita è stata del 161%.
Ancora più marcata la sorpresa sulla redditività. L’utile netto è arrivato a 4,4 miliardi di dollari, contro una perdita di 1,1 miliardi un anno prima e stime che si fermavano intorno a 1,57 miliardi. L’EBITDA rettificato ha raggiunto 8,8 miliardi, in crescita del 306% su base annua, mentre l’utile diluito per azione è stato di 0,35 dollari, rispetto alle attese di circa 0,10-0,14 dollari.
Non si tratta quindi soltanto di una crescita del fatturato: SpaceX ha migliorato sensibilmente anche la capacità di generare utili. Per capire quanto questo risultato sia sostenibile, però, occorre distinguere le tre aree di attività: intelligenza artificiale, connettività satellitare e settore spaziale.
Intelligenza artificiale: la divisione che cambia il profilo di SpaceX
La sorpresa più significativa arriva dalla divisione dedicata all’intelligenza artificiale, che nel trimestre ha generato 7,56 miliardi di dollari di ricavi. Un anno prima il fatturato era di appena 813 milioni: l’incremento supera quindi l’830%!
La crescita è legata all’integrazione delle attività di xAI, ai nuovi contratti per i servizi cloud, all’aumento della capacità di calcolo e alle acquisizioni. Il confronto con il 2025 deve essere letto tenendo conto delle operazioni societarie, che rendono poco rappresentativo il semplice raffronto percentuale.
C’è un altro dato importante: per la prima volta la divisione ha registrato un risultato operativo positivo, pari a 431 milioni di dollari, dopo una perdita di 1,72 miliardi nel terzo trimestre 2025.
Proprio questo aspetto potrebbe diventare centrale nella valutazione del titolo. L’AI non è più soltanto una scommessa sul futuro, ma un’attività che contribuisce in modo preponderante ai ricavi attuali di SpaceX e infatti ha oramai raggiunto la redditività operativa. Altra faccia della medaglia: resta da verificare se i margini riusciranno a consolidarsi mentre aumentano gli investimenti necessari per costruire e alimentare le infrastrutture di calcolo.
Starlink continua a crescere: ricavi a 5,2 miliardi
La connettività satellitare è l’altra grande componente del business. La divisione, che comprende Starlink, ha prodotto 5,2 miliardi di dollari di ricavi, con un incremento del 69% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
La base clienti consumer è arrivata a 13,6 milioni di abbonati, contro circa 7,2 milioni un anno prima. La crescita dell’88,9% conferma l’espansione del servizio in numerosi mercati, soprattutto dove le connessioni terrestri sono insufficienti o costose da sviluppare.
Anche la redditività è solida: il risultato operativo della divisione ha raggiunto 2,367 miliardi di dollari, rispetto a circa 1,19 miliardi dell’anno precedente.
Starlink rappresenta quindi un’attività già capace di generare ricavi consistenti e utili operativi rilevanti. La sua importanza va oltre la crescita degli abbonamenti: questa divisione offre a SpaceX una fonte di redditività che può contribuire a sostenere gli investimenti negli altri settori.
Il business spaziale cresce, ma Starship pesa sui conti
Il comparto spaziale ha registrato ricavi per 1,77 miliardi di dollari, in aumento del 6% su base annua. Il risultato operativo è stato però negativo per 7 milioni, contro un utile di 259 milioni nello stesso trimestre del 2025. Rispetto al secondo trimestre, quando la perdita operativa era stata di 542 milioni, si osserva comunque un netto miglioramento.
L’attenzione resta concentrata su Starship, il sistema di lancio progettato per trasportare carichi pesanti, aumentare la capacità di distribuzione dei satelliti e supportare le future missioni lunari. Il programma è strategico, ma richiede investimenti rilevanti e deve ancora dimostrare di poter raggiungere gli obiettivi industriali previsti.
In soldoni: l’attività spaziale rimane fondamentale per la strategia di lungo periodo, ma oggi sono soprattutto AI e Starlink a sostenere i conti.
Fusione SpaceX-Tesla: possibile catalizzatore, nessuna certezza
Durante la conference call Musk ha confermato che SpaceX e Tesla hanno costituito comitati indipendenti per valutare una possibile fusione. L’operazione potrebbe creare sinergie nell’intelligenza artificiale, nella robotica, nei semiconduttori, nelle infrastrutture energetiche e nella connettività satellitare.
Al momento, tuttavia, non esiste un accordo definitivo. Musk ha riconosciuto che l’ipotesi fusione SpaceX – Tesla è sul tavolo, ma ha anche precisato che l’avvio di un eventuale dossier richiederebbe, tra gli altri passaggi, l’approvazione di almeno il 50% di tutte le azioni Tesla.
Chiaro che, in ottica prettamente speculativa, la possibilità di un’integrazione potrebbe alimentare ulteriormente l’interesse sulle azioni SpaceX ma, essendo basata su puri rumors, non va confusa con la trimestrale del colosso di Musk che invece è reale e tangibile. Il miglioramento dei ricavi e degli utili è un fatto concreto su cui i trader stanno comprando nell’after-hours mentre le sinergie di un’eventuale fusione restano da dimostrare.
La seduta di oggi sarà quindi importante per capire se Wall Street riterrà sufficienti i numeri pubblicati per riportare le azioni SpaceX verso i massimi di ottobre. La crescita dell’AI e la redditività di Starlink sono i punti di forza; gli ingenti investimenti e l’incertezza sull’operazione con Tesla sono invece gli elementi da tenere sotto osservazione.
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