Le azioni Enel si muovono in controtendenza rispetto a una Piazza Affari debole. Nel pomeriggio del 20 ottobre il titolo scambia intorno a 9,11 euro, con un rialzo vicino all’1%, dopo aver guadagnato terreno anche in diverse sedute delle ultime settimane.
Dall’inizio di ottobre la quotazione è salita da circa 8,67 euro agli attuali livelli, con un progresso superiore al 5%. Il bilancio dall’inizio dell’anno rimane più contenuto, intorno al +1%, mentre sui dodici mesi la performance si avvicina al +6%.
Il prossimo appuntamento importante arriverà il 12 novembre, quando Enel pubblicherà i risultati relativi ai primi nove mesi del 2026.
Trimestrale Enel: cosa prevedono gli analisti
Le attese sul terzo trimestre indicano una prosecuzione della crescita osservata nella prima metà dell’anno, anche se con differenze tra le varie aree operative.
Equita prevede un EBITDA ordinario trimestrale di circa 5,9 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile netto ordinario dovrebbe invece rimanere sostanzialmente stabile, intorno a 1,9 miliardi di euro.
La SIM si aspetta inoltre che Enel confermi per l’intero esercizio gli obiettivi nella parte alta della guidance, con un EBITDA ordinario intorno a 23,6 miliardi di euro e un utile netto ordinario vicino a 7,3 miliardi.
Le stime risultano vicine anche al consensus raccolto dalla stessa Enel su 25 broker: per il 2026 la media indica un EBITDA di 23,63 miliardi, un utile netto ordinario di 7,25 miliardi e un EPS di circa 0,73 euro.
Leggi anche: Perché le azioni Stellantis calano “senza freni”?
Reti e Spagna potrebbero sostenere i risultati
Uno dei motori principali dovrebbe arrivare dal business delle reti, in particolare in Spagna.
Il quadro regolatorio favorevole continua infatti a sostenere i ricavi regolati, mentre nella prima parte dell’anno proprio le attività internazionali avevano compensato la maggiore debolezza registrata in Italia.
Nel primo semestre Enel aveva chiuso con un EBITDA ordinario di 11,84 miliardi di euro, in crescita del 3,2%, e un utile netto ordinario di 3,93 miliardi, in aumento del 2,8%.
Anche Jefferies vede reti e vendita al dettaglio come le aree in grado di compensare un contributo meno brillante delle attività legate a rinnovabili, generazione e trading.
La banca d’affari utilizza però ipotesi leggermente più prudenti rispetto a Equita, con EBITDA trimestrale intorno a 5,8 miliardi di euro e utile netto di circa 1,8 miliardi, in diminuzione del 2% su base annua.
Ti potrebbe interessare: Azioni Tesla: ecco il rimbalzo atteso. Focus sulla trimestrale
Debito Enel verso 65 miliardi?
Un dato particolarmente osservato sarà quello sull’indebitamento finanziario netto.
Alla fine di giugno il debito era pari a circa 61 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 57,2 miliardi registrati alla fine del 2025.
Jefferies stima che al termine dei primi nove mesi possa salire fino a circa 65 miliardi di euro.
L’aumento sarebbe riconducibile soprattutto ai dividendi distribuiti per circa 3,3 miliardi, al programma di acquisto di azioni proprie e alle acquisizioni effettuate nel settore delle rinnovabili negli Stati Uniti e in Italia.
Il mercato, quindi, guarderà anche alla capacità del gruppo di generare cassa e finanziare il piano di investimenti mantenendo sotto controllo la leva finanziaria.
Enel smentisce una possibile vendita di Endesa
Nelle ultime ore è tornata inoltre l’attenzione sulla partecipazione in Endesa, dopo indiscrezioni provenienti dalla Spagna su una possibile riduzione della quota detenuta da Enel.
Il gruppo ha smentito categoricamente qualsiasi intenzione di cedere, anche parzialmente, la propria partecipazione.
La posizione è rilevante anche in vista della trimestrale, considerando quanto la Spagna stia contribuendo alla crescita operativa del gruppo. Le attività internazionali hanno rappresentato uno dei principali elementi di forza già nei primi sei mesi del 2026 e rimangono centrali nella strategia prevista per i prossimi anni.
Azioni Enel: cosa guardare il 12 novembre
Il mercato sembra quindi arrivare alla trimestrale con aspettative abbastanza definite.
Una conferma della guidance nella fascia alta sarebbe in linea con quanto oggi previsto dagli analisti e potrebbe consolidare la percezione di un esercizio 2026 ancora in crescita. Indicazioni più forti su reti, Spagna o generazione di cassa rappresenterebbero invece possibili elementi positivi aggiuntivi.
Sul fronte opposto, particolare attenzione sarà dedicata all’andamento del debito e alle attività di generazione e rinnovabili, che potrebbero mostrare una dinamica meno favorevole.
Con Enel tornata stabilmente sopra i 9 euro, la trimestrale del 12 novembre servirà quindi soprattutto a capire se i fondamentali continueranno a sostenere il recupero osservato sul titolo nelle ultime settimane.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















