memorie chip e grafico di sell
Crollo azioni STM e Technoprobe - RisparmiOggi.it
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Bastano pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni per capire che la seduta di oggi giovedì 15 ottobre si sta mettendo male per i titoli italiani esposti al ciclo dell’intelligenza artificiale. Aprendo il book di Borsa Italiana ci si trova subito davanti a vendite aggressive, difficoltà nella formazione dei prezzi e ribassi pesanti su almeno tre azioni: STM, Technoprobe e Prysmian. Tre nomi diversi, ma accomunati da un elemento: negli ultimi mesi hanno beneficiato delle aspettative legate allo sviluppo dell’AI e agli investimenti nelle relative infrastrutture.

Il movimento arriva dopo la durissima seduta delle borse asiatiche, dove i titoli tecnologici sono stati travolti dalle vendite. A pesare sono i timori sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale, la concorrenza nel settore dei semiconduttori e il rischio di nuovi rialzi dei tassi americani. Conseguenza di tutto questo è una brusca inversione del sentiment proprio su quei comparti che nelel scorse settimane avevano attirato i maggiori acquisti. Ma vediamo tutto nel dettaglio.

Azioni STM, Technoprobe e Prysmian: i numeri del crollo in apertura

I numeri su quello che sta succedendo al tech di Borsa Italiana dicono tutto: dopo neppure mezzora dall’opening bell, Technoprobe cede l’8,2% a 28,6 euro, STM perde il 7,2% scendendo sotto quota 40 euro e Prysmian è in ribasso del 7% a 105 euro.

La pressione in vendita, facilmente prevedibile alla luce di quelle che erano le premesse arrivate dall’Asia, è stata evidente fin dalle prime battute, con costanti difficoltà a fare prezzo. Un “fenomeno” di questo tipo è sintomatico dello squilibrio iniziale tra ordini di vendita e acquisti disponibili: quando molti operatori cercano contemporaneamente di ridurre l’esposizione, la formazione delle quotazioni può diventare più complicata e gli scostamenti rispetto alla chiusura precedente particolarmente ampi.

Detto questo, il crollo del settore tech di Borsa Italiana (ma il discorso vale per tutti i comparti tech-AI delle piazze del Vecchio Continente) spicca ancora di più perchè, in generale, gli indici di riferimento non stanno andando male. A Piazza Affari, ad esempio, il Ftse Mib è in rosso di appena lo 0,5% e questo perchè il sell-off su STM, Prysmian e Technoprobe, viene in parte ammortizzato da forti verdi sui segmenti difensivi come le utility (Hera maglia rosa con l’1,9% a 3,56 euro).

Perché le azioni STM, Technoprobe e Prysmian crollano

Per inquadrare nella giusta prospettiva il crollo di STM, Technoprobe e Prysmian è necessario guardare a quello che è accaduto durante la notte sui mercati asiatici. In Corea del Sud il Kospi ha perso circa l’8%, arrivando ad attivare il circuit breaker che sospende temporaneamente le contrattazioni in presenza di ribassi particolarmente accentuati. A Tokyo, il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno quasi il 5%, trascinato soprattutto dalle vendite sui produttori di chip e sulle società legate all’intelligenza artificiale. A Seul le pressioni si sono concentrate su Samsung Electronics e SK Hynix, due protagonisti mondiali delle memorie. In Giappone sono state penalizzate società come Advantest, Tokyo Electron e SoftBank Group, mentre anche altri titoli della filiera tecnologica hanno registrato perdite molto marcate (del crollo di Kospi e Nikkei abbiamo parlato qui).

Il messaggio arrivato dall’Asia è chiaro: dopo una lunga fase di acquisti, gli investitori stanno ridimensionando le aspettative sul settore tech-semiconduttori. La correzione coinvolge infatti un intero segmento di mercato che aveva beneficiato delle prospettive di crescita legate all’intelligenza artificiale.

STM e Technoprobe risentono direttamente di questo cambio di direzione. La prima opera nel settore dei semiconduttori, mentre la seconda fornisce soluzioni per il collaudo dei chip. Sono quindi esposte, seppure in modo diverso, all’andamento della filiera tecnologica e alle prospettive di investimento dei suoi principali clienti.

Prysmian ha un profilo industriale differente, perché è attiva nei cavi per energia e telecomunicazioni. Il collegamento con il tema dell’AI passa soprattutto attraverso lo sviluppo dei data center, il fabbisogno di energia e il potenziamento delle reti elettriche. La società non è un produttore di chip, ma rientra tra i titoli che hanno beneficiato delle aspettative sugli investimenti infrastrutturali connessi alla trasformazione tecnologica.

Accanto a tutto questo c’è poi il peggioramento delle aspettative sulla politica monetaria statunitense. L’inflazione americana di settembre è salita al 3,7% su base annua, oltre le attese del mercato, riaccendendo il timore che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere i tassi elevati più a lungo o a valutare ulteriori strette.

Per le società tecnologiche, questa prospettiva rappresenta un fattore di pressione su due fronti. Da una parte, un costo del capitale più elevato può rendere più oneroso finanziare nuovi impianti, capacità produttiva e infrastrutture. Dall’altra, tassi più alti possono ridurre le valutazioni riconosciute dal mercato alle aziende i cui profitti attesi sono concentrati negli anni futuri.

Le azioni STM e Technoproble hanno corso tanto nel 2026

Il crollo di STM, Technoprobe e Prysmian si inserisce quindi in una dinamica più ampia: la correzione sta colpendo proprio quei titoli che avevano beneficiato maggiormente delle aspettative di crescita legate all’intelligenza artificiale. Anche qui i numeri dicono tutto: STM da inizio anno è apprezzata del 70%, Technoprobe del 116% e Prysmian del 17%.

Dopo i rialzi accumulati nel corso del 2026, il comparto si trova esposto a una combinazione di prese di beneficio e revisione delle valutazioni. Quando cambiano le aspettative sui tassi e sulla redditività degli investimenti, le società che hanno corso di più possono diventare anche quelle maggiormente vulnerabili alle vendite.

La seduta di oggi porta così a Piazza Affari gli effetti della crisi di fiducia che si è manifestata prima a Wall Street e poi sui mercati asiatici.

La questione, a questo punto va oltre l’andamento delle quotazioni nella seduta odierna (condizionato dal classico effetto domino). Si tratta di capire se dovessero essere rivalutate le prospettive di crescita del settore dopo questo brusco cambio di sentiment.

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