Con l’aggancio dei top storici, le azioni Nvidia sono tornate ad alimentare quel dubbio che è un pò il rovescio della medaglia nelle “storie di borsa” di questo genere: ma non è per caso che la valutazione di Nvidia è diventata eccessiva? Il colosso dei semiconduttori scambia in area 239 dollari con una capitalizzazione di mercato pari a 5.769 miliardi di dollari e un primato sempre più solido: nessuno al mondo ha una market cap più alta di quella della quotata di Jensen Huang.
Da inizio anno il titolo registra inoltre una performance superiore al 26%, mentre anno su anno il rosso sale al 28%. I prezzi ai massimi storici cambiano prospettiva sulla valutazione di Nvidia perchè più il valore sale sale, maggiore diventa il rischio che le aspettative sull’intelligenza artificiale siano già incorporate nelle quotazioni.
Proprio su questo punto è arrivata la lettura di Morgan Stanley. Un report che entra al momento giusto del dibattito perchè va proprio a rispondere alla domanda circa la possibilità che le azioni Nvidia siano sopravvalutate.
Indice
Sulle azioni Nvidia Morgan Stanley vede ancora spazio fino a 300 dollari
Morgan Stanley ha collocato Nvidia tra le proprie scelte principali nel comparto dei semiconduttori, confermando il rating overweight e fissando un target price di 300 dollari. Rispetto ai 238,90 dollari della chiusura del 5 ottobre, l’obiettivo implica un potenziale apprezzamento di circa il 25,5%.
La tesi bullish della banca d’affari Usa (overweight sta per sovrappesare in portafoglio) non si basa semplicemente sull’ipotesi di un ulteriore rialzo del multiplo di borsa. Il punto centrale è che gli utili potrebbero continuare a crescere a un ritmo sufficiente a sostenere le quotazioni, anche senza una nuova espansione della valutazione.
Gli analisti di Morgan Stanley ritengono che Nvidia sia una società ancora nelle prime fasi di un nuovo ciclo di prodotti. La domanda per capacità di calcolo destinata all’intelligenza artificiale continua a essere elevata e la banca d’affari è convinta che le prospettive di crescita non siano ancora pienamente riflesse nelle stime.
Perché la valutazione Nvidia non sarebbe ancora eccessiva
Il parametro su cui batte tanto Morgan Stanley per sostenere la sua view bullish sulle azioni Nvidia riguarda il rapporto tra prezzo e utili prospettici. Il colosso dell’intelligenza artificiale scambia a circa 15 volte gli utili stimati per l’esercizio fiscale 2028, un multiplo che la banca americana considera non particolarmente oneroso rispetto alle prospettive di crescita. Anche le stime di mercato disponibili indicano un P/E 2028 vicino a 15 volte.
Il ragionamento di Morgan Stanley è interessante perché di fatto sposta l’attenzione dal prezzo assoluto dell’azione alla capacità di Nvidia di aumentare gli utili. Un titolo che quota quasi 239 dollari può sembrare costoso guardando soltanto alla cifra, ma la valutazione cambia se i profitti attesi continuano a salire.
Per Morgan Stanley, quindi, Nvidia non ha bisogno necessariamente di tornare ai multipli estremi delle fasi più speculative sull’AI. Se gli utili continueranno a crescere, il prezzo delle azioni potrebbe salire anche mantenendo una valutazione simile a quella attuale. Insomma, per rispondere alla domanda che fa da titolo a questo articolo, le azioni Nvidia non sono sopravvalutate, anzi possono crescere ancora (almeno secondo la valutazione degli analisti Usa).
Data center e AI, il nuovo collo di bottiglia favorisce Nvidia
C’è poi un secondo elemento che rafforza la tesi bullish di Morgan Stanley: il problema dell’industria AI starebbe cambiando natura.
Secondo gli analisti americani, il principale limite non è più soltanto la disponibilità di semiconduttori, ma la capacità di costruire e finanziare nuovi data center, soprattutto in presenza di vincoli sulla disponibilità di energia elettrica. Questo scenario potrebbe favorire Nvidia, che dispone di un ecosistema hardware e software costruito specificamente per l’accelerated computing.
Altri fattori di supporto che MS cita nel suo report sono: la presenza di una clientela molto ampia, che non comprende soltanto i grandi hyperscaler ma anche neocloud, aziende, operatori sovrani e altri soggetti che stanno aumentando gli investimenti nell’intelligenza artificiale e gli AI agent la cui crescente diffusione potrebbe incrementare fortemente la domanda di capacità di calcolo. Gli agenti, infatti, possono aumentare il fabbisogno di CPU, ma soprattutto generare una maggiore domanda di GPU per l’elaborazione dei grandi volumi di token necessari all’inferenza.
Nvidia a 239 dollari: la domanda sulla sopravvalutazione resta aperta
Il nuovo massimo storico modifica inevitabilmente il profilo di rischio delle azioni Nvidia. Una capitalizzazione di circa 5.800 miliardi di dollari significa che il mercato sta attribuendo al gruppo aspettative di crescita enormi, e qualsiasi rallentamento degli investimenti in AI potrebbe avere conseguenze importanti sulla valutazione. La lettura di Morgan Stanley è però diversa: il titolo non sarebbe necessariamente sopravvalutato perché la crescita degli utili può continuare a sostenere il prezzo, mentre il nuovo ciclo di prodotti e l’espansione della domanda per infrastrutture AI potrebbero mantenere elevate le prospettive di Nvidia.
Il riferimento da seguire diventa quindi il confronto tra prezzo e utili futuri più che il solo livello record raggiunto a Wall Street. Con Nvidia a 238,90 dollari e un target Morgan Stanley di 300 dollari, la banca ritiene ancora presente un margine significativo.
La vera verifica, per il mercato, arriverà quindi dalla capacità della società di trasformare la corsa all’intelligenza artificiale in nuova crescita degli utili. È su questo terreno, più che sul semplice prossimo nuovo massimo di borsa, che si giocherà la risposta definitiva alla domanda sulla valutazione delle azioni Nvidia.
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