Debutto con il botto dove essere e debutto con il botto (se non di più) è effettivamente stato per le azioni Technoprobe sul Ftse Mib. Nel giorno dell’ingresso ufficiale nel principale indice di Borsa Italiana, la quotata ha chiuso con un rialzo del 5,3% a oltre 31 euro, risultando il miglior titolo dell’intero paniere delle blue chip italiane. Una partenza che rafforza una dinamica di borsa già molto forte: considerando la performance della seduta, il guadagno di Technoprobe nell’ultimo mese sale così a circa +12%, mentre il bilancio degli ultimi dodici mesi raggiunge un impressionante +272%.
Arrivata a Piazza Affari soltanto nel 2022, Technoprobe ha rapidamente bruciato le tappe entrando a far parte del Ftse Mib al posto di Diasorin a partire da oggi 21 settembre e portando così una nuova componente tecnologica nel paniere principale di Piazza Affari.
Cosa fa Technoprobe e perché è legata al ciclo dell’intelligenza artificiale
Il punto di partenza per capire la corsa delle azioni Technoprobe in borsa è la natura del suo business. La società di Cernusco Lombardone è specializzata nella progettazione e produzione di Probe Card, dispositivi utilizzati per effettuare i test sui semiconduttori durante il processo produttivo. In altre parole, Technoprobe non produce direttamente i chip che alimentano smartphone, server o sistemi di intelligenza artificiale, ma fornisce una tecnologia necessaria per verificare che quei semiconduttori funzionino correttamente.
È proprio questa esposizione indiretta alla filiera dei semiconduttori ad aver trasformato Technoprobe in uno dei titoli italiani maggiormente legati al ciclo dell’AI. La società ha infatti beneficiato della crescita della domanda di GPU e di chip sempre più avanzati, con un effetto che non riguarda soltanto il numero di semiconduttori prodotti.
È la complessità crescente dei chip a rappresentare uno dei driver più importanti per la neo blue-chips. Secondo un’analisi di George Brown di Deutsche Bank, il rally del titolo è stato sostenuto dalla forte domanda di GPU per l’intelligenza artificiale di Nvidia, ma il vero elemento strutturale è rappresentato dall’aumento dell’intensità dei test richiesti dalle nuove generazioni di semiconduttori. Deutsche Bank considera Technoprobe ancora nelle fasi iniziali di un ciclo pluriennale di crescita trainato dall’AI in estate ha confermato il rating buy portando il target price da 35 a 42 euro.
La stessa Technoprobe ha indicato che i prodotti collegati all’AI, comprendendo GPU, CPU e ASIC, rappresentano ormai oltre il 50% dei ricavi. Questo dato aiuta a capire perché il titolo sia diventato una delle esposizioni più dirette di Piazza Affari alla crescita degli investimenti nell’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale.
Cosa pensano gli analisti sulle azioni Technoprobe
Il consensus degli analisti su Technoprobe resta orientato verso una prosecuzione della crescita, almeno guardando alla distribuzione delle raccomandazioni. Secondo i dati censiti da MarketScreener proprio nel giorno dello sbarco sul Ftse Mib, sono 9 le coperture attive su Technoprobe con 7 buy, 1 accumulate e 1 hold; non risultano indicazioni Sell. Il target price medio è di 41,6 euro, livello che rispetto ai prezzi attuali incorpora un potenziale rialzo di circa il 41%.
La dispersione degli obiettivi mostra però che il mercato non attribuisce un valore univoco al titolo. Il target price più basso è di 34 euro, circa il 15% sopra le quotazioni attuali, mentre quello più elevato arriva a 50 euro, con un upside potenziale nell’ordine del 70%.
Tra le indicazioni più recenti c’è quella di Exane BNP Paribas, che l’11 settembre ha avviato la copertura su Technoprobe con giudizio outperform (farà meglio del settore di riferimento) e prezzo obiettivo di 40 euro. L’analisi di Exane ha messo al centro proprio il passaggio verso probe card di fascia più alta legato alla crescente complessità dei semiconduttori destinati all’AI. Gli esperti francesi vedono inoltre una possibile accelerazione della domanda nel testing dei chip avanzati e indicano HBM e co-packaged optics come ulteriori aree di crescita negli anni successivi.
In generale il dato che emerge dal consensus è quindi una combinazione di forte crescita attesa e valutazione già molto elevata. Exane stessa segnala che il titolo non è a buon mercato, ma ritiene che la crescita dei ricavi possa sostenere le quotazioni anche nei prossimi anni. È una distinzione importante dopo un rally come quello registrato dalle azioni Technoprobe: il tema non è più soltanto quanto possa crescere il business, ma quanto di questa crescita sia già incorporato nel prezzo.
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Cosa cambia per il Ftse Mib con l’ingresso di Technoprobe
L’arrivo di Technoprobe ha modificato anche la composizione settoriale del Ftse Mib. Al posto di Diasorin, è infatti entrata una società direttamente esposta a semiconduttori, microelettronica e intelligenza artificiale che, nei fatti, va ad affiancare STMicroelectronics aumentando il peso della tecnologia all’interno del listino principale. Secondo i dati diffusi in occasione della revisione, la componente tecnologica supera ora il 4% dell’indice.
Per Technoprobe, invece, l’ingresso nel paniere delle 40 maggiori società italiane può avere conseguenze anche sulla struttura della domanda sul titolo. La presenza nel Ftse Mib aumenta infatti la platea di investitori istituzionali che seguono e replicano l’indice e rende la società più visibile all’interno dei portafogli esposti alle blue chip italiane.
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