Ci sono dei motivi particolari per cui le azioni Banco BPM si sono improvvisamente infiammata nel corso della mattinata? È grossomodo questa la domanda che di certo si starà ponendo chiunque è rimasto “catturato” dal forte movimento rialzista di Piazza Meda. E in effetti la quotata guidata da Giuseppe Castagna era partita in linea con la chiusura di venerdì, a 15,90 euro, ma già nel giro di pochi minuti aveva cambiato completamento passo, tanto da raggiungere a circa un’ora e mezza dall’apertura delle contrattazioni quota 16,24 euro, con un rialzo del 3,44% rispetto a venerdì. Un movimento tanto forte quanto rapido che ha riportato il titolo bancario sotto ai riflettori dopo un mese che di certo non è stato brillante (ma di questo parleremo dopo).
Per capire cosa sta facendo salire le azioni Banco BPM è necessario guardare alle nuove indiscrezioni sul risiko bancario italiano, ai possibili sviluppi sul capitale di Banco BPM e al ruolo che potrebbero avere UniCredit e Crédit Agricole. Tutti temi di questo articolo.
Indice
Azioni Banco BPM, il rumor che ha fatto scattare gli acquisti
Alla base dell’improvvisa accelerazione delle azioni Banco BPM ci sono le indiscrezioni riportate nel fine settimana da Il Sole 24 Ore. Secondo quanto riferito dal quotidiano di Confindustria, Unicredit e Crédit Agricole starebbero valutando una possibile iniziativa congiunta sul capitale di Banco BPM.
Il condizionale è d’obbligo: non si tratta al momento di un’operazione annunciata ufficialmente dalle due banche e non sono stati comunicati termini, struttura o condizioni economiche di un eventuale intervento. Il mercato sta quindi reagendo a uno scenario che, se confermato, riaprirebbe in modo significativo il dossier Banco BPM.
Il possibile intervento congiunto avrebbe una particolarità evidente. Crédit Agricole è già un azionista di riferimento di Banco BPM, mentre Unicredit è il colosso che nel recente passato aveva tentato di acquisire la banca milanese. L’ipotesi di una collaborazione tra i due istituti rappresenterebbe quindi un nuovo sviluppo rispetto alle precedenti vicende.
La notizia arriva inoltre in un momento nel quale il settore bancario italiano è interessato da diverse operazioni e possibili combinazioni. E’ proprio questo contesto nel suo insieme ad aver infiammato l’hype delle azioni Banco BPM: il mercato sta valutando la possibilità che il gruppo possa tornare al centro di una partita di consolidamento dopo essere già stato protagonista del risiko bancario negli ultimi anni.
UniCredit – Crédit Agricole, perché il rumor arriva proprio adesso
Per capire perchè le azioni Banco BPM salgono all’improvviso bisogna inserire l’indiscrezione nel quadro più ampio del riassetto del sistema bancario italiano.
Da una parte ci sono le operazioni che coinvolgono BPER, MPS e Mediobanca, con il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo e Unipol; dall’altra c’è la posizione di Banco BPM, nella quale Crédit Agricole ha costruito progressivamente una partecipazione molto rilevante. In questo scenario, secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, Unicredit e Crédit Agricole rischierebbero di rimanere ai margini dei principali movimenti in corso.
Da qui nasce l’ipotesi di un possibile riavvicinamento sul dossier Banco BPM. L’eventuale collaborazione avrebbe quindi una logica legata agli equilibri che si stanno formando nel settore, più che rappresentare necessariamente un cambio generale dei rapporti tra i due gruppi.
Il punto centrale riguarda soprattutto la posizione di Crédit Agricole. La banca francese ha aumentato progressivamente la propria esposizione a Banco BPM, arrivando a una quota vicina al 30%. La Banca centrale europea ha successivamente autorizzato Crédit Agricole a salire fino al 29,9% del capitale. La partecipazione è stata spiegata dalla banca francese anche con la volontà di tutelare le partnership commerciali esistenti con Banco BPM, in particolare nel credito al consumo e nell’assicurazione. Crédit Agricole ha inoltre escluso più volte l’intenzione di lanciare un’OPA sull’intero capitale della banca.
Le indiscrezioni di oggi aggiungono un elemento nuovo: l’ipotesi che la posizione già detenuta da Crédit Agricole possa essere inserita i
Banco BPM e UniCredit, il precedente dell’offerta da 10,1 miliardi
Il possibile ritorno di Unicredit sul dossier Banco BPM va letto anche alla luce di quanto accaduto nel 2024. Nel novembre di quell’anno Piazza Gae Aulenti aveva presentato un’offerta pubblica di scambio non sollecitata sulla banca milanese, valutata inizialmente circa 10,1 miliardi di euro.
Banco BPM aveva respinto l’iniziativa. Successivamente Unicredit aveva ritirato l’offerta dopo che erano emerse condizioni legate al golden power, tra cui quella relativa all’uscita dell’istituto milanese dalla Russia. Da allora lo scenario azionario di Banco BPM è cambiato, soprattutto per effetto della crescita della partecipazione di Crédit Agricole. La banca francese è passata progressivamente a detenere una posizione prossima al 30%, diventando un azionista centrale negli equilibri dell’istituto.
È proprio questo elemento a rendere differente l’ipotesi attuale rispetto alla precedente iniziativa di Unicredit. Nel 2024 il gruppo guidato da Andrea Orcel aveva agito direttamente nei confronti di Banco BPM; lo scenario riportato oggi dal Sole 24 Ore riguarda invece una possibile iniziativa con Crédit Agricole, che dispone già di una partecipazione significativa.
Anche i rapporti tra UniCredit e Crédit Agricole non sono stati privi di elementi di tensione. Un esempio riguarda la joint venture nell’asset management con Amundi, controllata dal gruppo francese, che UniCredit sta progressivamente smantellando. Secondo il quotidiano di Confindustria, il nuovo quadro competitivo potrebbe però portare i due gruppi a valutare una collaborazione sul dossier Banco BPM, mettendo eventualmente da parte le precedenti divergenze.
Azioni Banco BPM, +3,44% nella prima ora: cosa sta scontando il mercato
La reazione di Piazza Affari è stata immediata. Come accennavamo ad inizio articolo, dopo l’avvio a 15,90 euro, le azioni Banco BPM hanno iniziato ad accelerare rapidamente, raggiungendo un massimo intraday di 16,31 euro e attestandosi dopo circa un’ora e mezza a 16,24 euro.
Il movimento arriva dopo una fase di arretramento del titolo sul mese. Con i prezzi della mattinata, la variazione negativa rispetto a un mese fa si riduce a circa -3%, mentre il bilancio da inizio anno resta positivo per circa il 22%. Stiamo quindi parlando di una quotata salita tanto nel lungo termine ma in rallentamento su base mensile. E’ qui che si inseriscono le nuove indiscrezioni sul risiko con il mercato che nella seduta odierna sta incorporando la prospettiva di un nuovo capitolo. Il dossier si riaccende, insomma, e per un titolo che non ha passato un ultimo mese brillante, tutto questo è un naturale assist.
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