Il prezzo Bitcoin ha improvvisamente cambiato passo. Dopo settimane trascorse in area 64.000 dollari, la quotazione di BTC ha accelerato in modo deciso, arrivando a superare la soglia degli 80.000 dollari. In appena cinque giorni il rialzo è stato nell’ordine del 9%, una performance che ha riportato la regina delle crypto sui livelli che non si vedevano oramai da mesi (bisogna tornare indietro fino a maggio per rivedere Bitcoin sui livelli attuali).
Il punto di svolta è arrivato tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto. Fino a quel momento il prezzo BTC sembrava intrappolato in una lunga fase laterale, con oscillazioni relativamente contenute intorno ai 64.000 dollari. Giovedì è invece arrivato il primo strappo, con Bitcoin salito rapidamente verso quota 69.000 dollari. Da quel momento il movimento rialzista ha preso velocità, fino al superamento degli 80.000 dollari.
Capire cosa abbia innescato un movimento tanto rapido è la prima cosa da fare. La seconda è chiedersi se si tratti dell’inizio di una nuova fase oppure soltanto di un violento rimbalzo.
Indice
Bitcoin rompe la lateralizzazione e ritrova il momentum
La durata della fase di congestione precedente è il primo elemento utile per provare a comprendere perchè Bitcoin sta salendo così rapidamente. I grafici dicono che la criptovaluta arrivava da settimane di sostanziale immobilità, con il mercato incapace di imprimere una direzione chiara alla quotazione.
Il superamento delle prime resistenze ha quindi avuto un valore importante anche dal punto di vista tecnico. Una volta lasciata alle spalle l’area dei 64.000-69.000 dollari, sono entrati in gioco nuovi compratori e il movimento ha progressivamente acquistato forza.
La velocità del rialzo non deve però far dimenticare il quadro di fondo. Anche dopo il recupero sopra gli 80.000 dollari, Bitcoin resta lontano dai massimi dell’anno e il bilancio da inizio 2026 a evidenziare una perdita nell’ordine del 30%. Per questo il movimento attuale va letto soprattutto come un recupero di terreno dopo una fase molto debole, non ancora come la conferma definitiva di un nuovo mercato rialzista. Almeno per adesso. Ovvio che, come sempre accade in situazioni simili, ci siano state delle ragioni che hanno dato il “la” a questo rimbalzo. Senza di esse difficile dire se si starebbe assistendo alla stessa storia.
Il dollaro più debole favorisce Bitcoin e gli asset alternativi
Tra i fattori che stanno sostenendo il prezzo del Bitcoin c’è anzitutto il cambiamento delle aspettative sui mercati finanziari americani. Las storia dice che BTC tende a beneficiare delle fasi nelle quali il dollaro perde forza e gli investitori cercano alternative agli asset tradizionali.
In questo contesto, focus obbligatorio sulla politica del Tesoro Usa sul mercato obbligazionario. Oramai notizia stra-commentata: dal 9 settembre aumenterà la dimensione massima di alcune operazioni di buyback sui Treasury nominali a lunga scadenza. Non si tratta di quantitative easing: il Tesoro americano sta gestendo il debito e la liquidità del mercato, mentre nel QE è la Federal Reserve ad acquistare titoli ed espandere il proprio bilancio.
Al di là di questo aspetto tecnico, il segnale viene comunque interpretato dal mercato come un possibile tentativo di limitare tensioni eccessive sui rendimenti a lunga scadenza. Se i rendimenti e il valore del dollaro dovessero allentarsi, gli asset più sensibili alla liquidità, comprese crypto come Bitcoin (ma anche le azioni growth spostandoci su settori più tradizionali) potrebbero trovare ulteriore sostegno.
Trump e il Clarity Act alimentano le aspettative sul settore crypto
Un altro fattore che spiega quello che sta succedendo a Bitcoin riguarda il quadro regolamentare americano. Senza dilungarci più di tanto, Donald Trump ha sollecitato il Congresso ad avanzare sul Digital Asset Market Clarity Act, proposta destinata a chiarire la divisione delle competenze tra SEC e CFTC nel settore delle criptovalute. Oggettivamente non c’è niente di nuovo. Il dossier è noto solo che negli ultimi mesi si era del tutto arenato (e con lui anche Bitcoin e le criptovalute). L’elemento nuovo è che Trump sta provando a spingere con questo provvedimento per uscire dall’impasse. Il ragionamento è sempre lo stesso: un quadro normativo più chiaro potrebbe facilitare l’ingresso di banche, gestori e operatori istituzionali nel comparto crypto.
Il Clarity Act però non è stato approvato e anzi il confronto politico resta aperto tanto che un testo più restrittivo rispetto alle attese potrebbe anche ridurre rapidamente parte del premio regolamentare incorporato nei prezzi. Per adesso, però, un mercato riscopertosi ottimista a questa altra faccia della medaglia non sembra prestare attenzione.
Tiriamo una linea: rilancio del Clarity e indebolimento del dollaro sono le due ragioni che spiegato perch Bitcoin sta salendo. Resta ora da capire la rapidità del movimento e qui entra in gioco un’altra variabile più legata al quadro tecnico.
Lo short squeeze ha accelerato il rally del Bitcoin
Per spiegare la velocità dell’ultimo movimento di Bitcoin c’è meccanismo delle liquidazioni. Lato analisi tecnica, il superamento delle principali resistenze ha costretto molti operatori che avevano puntato sul ribasso a chiudere le posizioni short.
La chiusura di uno short richiede l’acquisto dell’asset, creando ulteriore pressione rialzista proprio mentre il mercato sta già salendo. Le liquidazioni delle posizioni ribassiste sul comparto crypto hanno così contribuito ad alimentare un movimento che, partito da circa 64.000 dollari, ha portato Bitcoin sopra gli 80.000 dollari in pochissimo tempo.
E’ proprio lo short squeeze a spiegare la rapidità del movimento di risalita di Bitcoin rispetto ai livelli di appena pochi giorni fa.
Quali prospettive per il prezzo Bitcoin dopo gli 80.000 dollari
Ora l’attenzione si sposta sulla capacità di Bitcoin di consolidare il recupero. L’area compresa tra 82.000 e 86.000 dollari rappresenta il primo ostacolo da monitorare: una rottura sostenuta, accompagnata da volumi e flussi ancora favorevoli, potrebbe aprire spazio verso i 90.000 dollari.
Al contrario, dopo un rialzo superiore al 20% nell’ultimo mese (tutto costruito nell’ultima settimana) una fase di prese di profitto sarebbe del tutto normale. In questo contesto anche se dovesse esserci un ritorno sotto ai 75.000 dollari non andrebbe a cancellare necessariamente il recupero, ma riporterebbe il mercato in una fase di consolidamento.
Insomma dopo il superamento degli 80.000 dollari, la vera prova sarà capire se la quotazione Bitcoin riuscirà a mantenersi sopra le vecchie resistenze e trasformarle in nuovi supporti. Solo in quel caso il rally partito il 20 agosto potrebbe assumere un significato più strutturale e non essere soltanto un poderoso rimbalzo dopo mesi di debolezza.
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