L’IPO di SpaceX non ha soltanto acceso i riflettori sulle azioni dell’aerospace. A beneficiare del forte hype è soprattutto il mercato degli ETF a leva, dove gli emittenti stanno dando vita a una vera e propria corsa per intercettare il crescente interesse dei trader più speculativi.
Nel giro di pochi giorni sono arrivati sul mercato numerosi strumenti che consentono di amplificare le variazioni giornaliere del titolo SpaceX, sia al rialzo che al ribasso. Il “fenomeno” ricorda quanto già avvenuto in passato con Tesla e Nvidia, due casi che hanno dimostrato come gli ETF a leva siano in grado di attirare rapidamente miliardi di dollari di capitali.
In questo articolo faremo il punto sugli ETF a leva su SpaceX di cui si parla di più in questi primi giorni di quotazione del colosso di Musk (a proposito già ieri la market cap di SpaceX si è mangiata quella di Amazon!). Insomma focus su nomi e ticker che i day trader dovrebbero segnare nel loro taccuino.
Cosa sono gli ETF a leva su SpaceX
Gli ETF a leva su SpaceX sono fondi quotati che cercano di replicare in maniera amplificata la performance giornaliera del titolo SpaceX.
In pratica, un ETF 2x Long punta a ottenere un rendimento giornaliero pari al doppio della variazione del sottostante. Se le azioni SpaceX guadagnano il 5% in una seduta, il fondo punta a registrare un rialzo del 10%. Viceversa, un ETF 2x Short mira a ottenere il doppio della performance inversa.
Si tratta di prodotti costruiti per il trading di breve termine, non per l’investimento buy and hold. La leva viene infatti ricalibrata quotidianamente e ciò può generare risultati molto diversi da quelli attesi quando il periodo di detenzione si allunga. Proprio per questo motivo gli emittenti sottolineano che tali strumenti sono destinati principalmente a day trader e investitori tattici, capaci di monitorare costantemente le posizioni.
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Il rally di SpaceX alimenta il boom degli ETF
L’impennata di interesse verso gli ETF a leva è strettamente collegata all’andamento delle azioni SpaceX dopo la quotazione. L’euforia iniziale ha attirato una vasta platea di investitori retail alla ricerca di strumenti in grado di amplificare i movimenti del titolo. Gli emittenti hanno risposto con rapidità, lanciando prodotti sempre più specializzati.
Prima ancora dell’avvio delle contrattazioni di SpaceX erano stati presentati circa 25 filing collegati alla società, un dato che già alloa evidenziava quanto il settore degli ETF vedesse nell’IPO una delle maggiori opportunità commerciali dell’anno.
Un segnale della forte domanda era arrivato già dal fondo Defiance Daily 2X SPC ETF (SPCL), che aveva registrato circa 10 milioni di dollari di volumi nel primo giorno di negoziazione e un rialzo di circa il 46% prima ancora che il titolo SPCX iniziasse a essere scambiato. Un antipasto di quello che poi sarebbe avvenuto in seguito.
Gli emittenti si sfidano a colpi di ETF a leva
Nel giro di pochi giorni (12 giugno è stato il Day 1 di SpaceX sul Nasdaq a 135$), la competizione tra le società di gestione è diventata apertissima.
Lunedì scorso GraniteShares ha quotato il Granite 2X Long SpaceX ETF (SPAL) e la versione ribassista Granite 2X Short SpaceX ETF (SNK).
Nello stesso giorno Defiance ha lanciato il proprio Defiance Daily 2X SpaceX ETF (SPCU), aumentando ulteriormente l’offerta disponibile per i trader. SPAL applica un costo netto annuo dell’1,50% e aggiorna quotidianamente l’esposizione. Anche in questo caso il “messaggio” dell’emittente è molto chiaro: il fondo è stato progettato per operazioni speculative di breve durata e non per essere mantenuto in portafoglio per lunghi periodi.
I nuovi arrivi si aggiungono alle soluzioni già sviluppate da operatori come ProShares, Direxion, Leverage Shares e T-Rex, andando a creare un ecosistema estremamente competitivo in cui ogni emittente cerca di conquistare quote di mercato tra i trader retail. La sfida è appena all’inizio.
I ticker degli ETF a leva su SpaceX da monitorare
I dati sui volumi mostrano chiaramente quali siano i prodotti che stiano attirando maggiormente l’attenzione degli operatori.
Al vertice della classifica troviamo SPCX, il fondo di riferimento su SpaceX, con oltre 31,7 milioni di dollari di volumi.
Subito dietro si collocano:
- SPCL – Defiance Daily 2X SPC ETF USD
- SNK – Granite 2X Short SpaceX ETF
- SSPC – Leverage Shares 2X Short SPCX
- SPCU – Defiance Daily Target 2X Long SPCX
- SPAL – Granite 2X Long SPCX ETF
- SPCF – ProShares Ultra SpaceX
- LOFF – Direxion Daily SPCX Bull 2X ETF
- SPAX – T-Rex 2X Long SPCX Daily Target ETF
- SPCG – T-Rex 2X Short SPCX Daily ETF
Nel complesso, i principali ETF legati a SpaceX hanno generato volumi superiori a 119 milioni di dollari, risultato che evidenzia il forte interesse speculativo sviluppatosi attorno al nuovo titolo.
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Un “fenomeno” già visto con Tesla e Nvidia
L’entusiasmo attorno agli ETF a leva su SpaceX non è una novità. Dal 2022, anno in cui le autorità statunitensi hanno aperto la strada agli ETF a leva su singole azioni, il segmento è cresciuto rapidamente.
Da allora i casi più emblematici sono stati quelli di TSLL, l’ETF 2x long su Tesla di Direxion, e di NVDL, il prodotto 2x long su Nvidia di GraniteShares.
Entrambi hanno raccolto masse enormi. TSLL è arrivato a circa 6,5 miliardi di dollari di asset, mentre NVDL ha raggiunto quota 4,4 miliardi. Numeri che dimostrano come i trader retail siano disposti a utilizzare strumenti ad alta volatilità quando individuano un tema di mercato particolarmente forte.
SpaceX potrebbe rappresentare il prossimo capitolo di questa tendenza.
I rischi sugli ETF a leva da non sottovalutare
L’elevata popolarità non deve però far dimenticare i rischi. La leva giornaliera implica che la performance ottenuta nel lungo periodo possa essere molto diversa dal semplice doppio del rendimento del titolo sottostante. In presenza di elevata volatilità, il meccanismo di ribilanciamento quotidiano può infatti erodere progressivamente il valore del fondo.
Questo significa che un ETF 2x Long può registrare risultati deludenti anche in uno scenario in cui le azioni SpaceX continuino a salire nel tempo.
A ciò si aggiunge il dibattito sulla valutazione della società. Dopo il rally successivo all’IPO, molti analisti ritengono che il prezzo incorpori aspettative molto elevate sui risultati futuri, aumentando il rischio di correzioni improvvise.
Per questo motivo gli ETF a leva su SpaceX devono essere considerati principalmente come strumenti tattici per il trading e non assolutamente come veicoli destinati a una strategia d’investimento di lungo periodo. Per quella ci sono gli ETF su SpaceX classici (senza leva) di cui parleremo nei prossimi giorni.
Ad ogni modo la forte crescita dei volumi degli ETF a leva su SpaceX dimostra che il mercato li sta utilizzando esattamente in questo modo: come una leva per sfruttare nel breve termine uno dei titoli più discussi e seguiti del momento.
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