elicottero e insegna Leonardo
Azioni Leonardo sopra ai 50 euro (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Leonardo hanno chiuso la sessione di ieri con un rialzo di circa il 2% che ha permesso di tornare sopra la soglia psicologica dei 50 euro. Un recupero che ha immediatamente rinfocolato l’ottimismo tra gli investitori più bullish, nuovamente tentati dalla possibilità che il titolo della difesa possa presto riprendere la corsa verso i massimi annuali.

Ma il movimento visto ieri è davvero il segnale di una nuova inversione rialzista oppure si tratta soltanto di un rimbalzo tecnico dopo settimane di debolezza?

La domanda è più che legittima perché, guardando i numeri, il quadro resta molto meno brillante di quanto il recupero dell’ultima seduta possa far pensare. Il rialzo di ieri, infatti, non cambia ancora la struttura correttiva che si è sviluppata nelle ultime settimane e che ha allontanato il titolo dai livelli record toccati a marzo.

Leonardo distante dai livelli chiave di maggio e dai top annuali

Basta osservare l’andamento recente del titolo per capire come parlare già di inversione possa essere prematuro. A inizio maggio le azioni Leonardo trattavano infatti in area 56 euro, livelli nettamente superiori rispetto alle quotazioni attuali. Nonostante il recupero di ieri, la performance mensile resta negativa di circa il 12%, segnale evidente di una fase ancora fragile dal punto di vista tecnico.

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Ancora più marcata è la distanza dai massimi dell’anno raggiunti a metà marzo, quando il titolo arrivò fino a 66,26 euro nel pieno della guerra tra Stati Uniti e Iran. Da allora la correzione è stata pesante e, ai prezzi attuali, Leonardo continua a scambiare molto lontano da quei picchi.

Il mercato sembra quindi diviso tra chi considera la discesa degli ultimi mesi una semplice pausa fisiologica dopo un rally eccezionale e chi invece teme che la fase migliore possa essere ormai alle spalle almeno nel breve periodo. Non va dimenticato che il titolo aveva più che triplicato il proprio valore in meno di due anni, una corsa che inevitabilmente ha aumentato il rischio di prese di profitto aggressive.

Anche considerando il recupero di ieri, il bilancio da inizio anno resta sostanzialmente invariato. Questo aspetto pesa perchè evidenzia come tutta la forza accumulata nella prima parte del 2026 sia stata in larga parte riassorbita dalla successiva fase correttiva.

Buyback Leonardo a sostegno dei valori di borsa

E’ fiori dubbio che il rialzo messo a segno ieri dalle azioni Leonardo è stato quantomeno facilitato dall’avvio del nuovo programma di buyback annunciato dalla società e approvato dall’assemblea degli azionisti del 7 maggio 2026.

Il programma prevede un massimo di 2 milioni di azioni ordinarie, pari a circa lo 0,345% del capitale sociale, con una durata massima di 18 mesi. L’obiettivo ufficiale è sostenere i piani di incentivazione a lungo termine e i programmi di azionariato diffuso.

Per quanto possa indurre a pensare una certa euforia forse troppo eccessiva visto che si sta parlando di un evento giù noto, si può pensare che la realtà sull’impatto del buyback sull’andamento delle azioni Leonardo sia nel mezzo: non un grande assist improvviso ma un supporto alle quotazioni in una fase di debolezza. Tecnicamente gli acquisti delle azioni proprie da parte di una quotata, infatti, tendono a ridurre la pressione ribassista e offrono anche un sostegno psicologico agli investitori.

Lasciandoci alle spalle la sessione di ieri, non è da escludere che parte di questo effetto positivo possa già essere già stato assorbito dal mercato. Attenzione anche a non estremizzare il peso che il piano di acquisto di azioni proprie sul recupero delle azioni Leonardo perchè la sessione di ieri è stata caratterizzata da un clima molto positivo per l’intero comparto difesa, favorito dal rally di Avio e dal ritorno degli acquisti sui titoli legati all’aerospazio e alla sicurezza europea.

Ecco perchè nel day after è oggettivamente difficile capire quanto del rialzo di LDO sia realmente attribuibile al buyback e quanto invece sia stato semplicemente trainato dal sentiment favorevole sul settore.

Il contesto industriale resta forte ma la volatilità non è sparita

Sul piano fondamentale, Leonardo continua comunque a beneficiare di un quadro industriale molto favorevole. Negli ultimi trimestri il gruppo ha rafforzato il proprio ruolo strategico all’interno dei programmi europei legati alla difesa comune, alla cybersicurezza e all’aerospazio avanzato.

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È proprio questo posizionamento internazionale ad aver trasformato Leonardo in uno dei principali riferimenti del listino italiano per chi cerca esposizione al settore difesa. Tre i driver che ne sostengono l’appeal nel lungo termine: la crescita dei programmi militari europei; lo sviluppo della cybersecurity e la tensione geopolitica internazionale.

Il nuovo piano industriale 2026-2030 ha ulteriormente rafforzato queste aspettative. Presentato lo scorso marzo insieme ai risultati annuali, il piano punta a ricavi vicini ai 30 miliardi di euro entro il 2030, con una crescita media annua intorno al 10%.

Obiettivi molto ambiziosi che, almeno teoricamente, continuano a giustificare multipli elevati sul titolo. Il punto però è capire se tali aspettative siano già completamente incorporate nelle quotazioni oppure se esista ancora spazio per una nuova gamba rialzista.

Reale cambio di rotta o semplice rimbalzo tecnico?

La risposta, almeno per ora, sembra pendere più verso l’ipotesi del rimbalzo tecnico che verso quella di una vera inversione strutturale. Il recupero sopra quota 50 euro rappresenta sicuramente un segnale incoraggiante ma non basta ancora per cancellare la debolezza accumulata nelle ultime settimane.

Per parlare davvero di ritorno del trend rialzista, Leonardo dovrebbe prima recuperare stabilmente l’area dei 56 euro abbandonata a inizio maggio e successivamente provare a riavvicinarsi ai massimi di marzo. Finché questi livelli resteranno lontani, il rischio è che ogni recupero venga interpretato dal mercato soprattutto come occasione per alleggerire le posizioni.

Il contesto industriale e geopolitico continua a essere favorevole al gruppo e il buyback può certamente contribuire a limitare le correzioni più profonde. Ma dopo una corsa così forte negli ultimi due anni, il titolo sembra ora entrato in una fase molto più volatile e selettiva, dove entusiasmo e prese di profitto possono alternarsi rapidamente.

Di certo ilo rally di ieri è stato importante per il morale del mercato. Per iniziare a parlare di una vera inversione rialzista serve però tempo.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.