Negli ultimi anni, il settore bancario ha vissuto una fase di forte rivalutazione in borsa, con molte azioni che hanno raggiunto livelli prossimi ai massimi storici. Il 2025, in particolare, è stato uno degli anni migliori per le banche europee, grazie a utili solidi, margini elevati e una generosa politica di distribuzione dei dividendi.
Tuttavia il 2026 ha introdotto nuovi elementi di incertezza. Nell’ultimo mese, la guerra tra Stati Uniti e Iran con il conseguente banzo del prezzo del petrolio e il prezzamento del rischio macroeconomico, hanno provocato un ritracciamento generalizzato dei mercati, colpendo soprattutto il settore bancario che è quello che era cresciuto più di tutto nel lungo termine. Questo calo ha riportato molte azioni delle su livelli di prezzo più accessibili, riaprendo opportunità interessanti per gli investitori. Titolo bancari che fino a un mese fa erano del tutto inaccessibili ora possono tornare ad essere presi in considerazione.
Il punto, però, resta sempre lo stesso: non basta comprare bancari bisogna sapere quali azioni bancarie comprare. Ed è proprio su questo che si concentra questa guida completa aggiornata al 2026 con la guerra Usa-Iran.
Indice
Azioni banche da comprare nel 2026: 6 titolo nel mirino
La nostra analisi riguarda le azioni del settore bancario europeo e quindi esclude gli istituti americani. Questo per due ragioni. Tanto per iniziare le banche europee hanno in comune il contesto di riferimento e la regolamentazione e quindi possono essere confrontate tra loro; in secondo luogo sono molto presenti nei portafogli degli investitori italiani che hanno una mania soprattutto per le azioni delle banche nostrane.
Ecco i sei titoli bancari da mettere nel mirino nel 2026:
- Unicredit
- Intesa Sanpaolo
- Deutsche Bank
- Barclays
- Société Générale
- Banco Santander
Alcune di queste azioni sono citate in un approfondito report degli analisti di RBC (Royal Bank of Canada) che è diventato punto di riferimento perchè ha il merito di porre l’accento sui titoli bancari con forte slancio sugli utili e potenziale di crescita.
Altri presentano un appeal particolare per fattori specifici. Ad esempio Unicredit è al centro del risiko bancario europeo, con dossier aperti come quello su Commerzbank mentre Société Générale e Barclays stanno lavorando tanto su efficienza e ristrutturazione, migliorando la redditività. Ancora Banco Santander beneficia di una forte esposizione internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e in America Latina.
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Unicredit
Anche nel 2026 Unicredit ha tutte le carte in regola per essere una delle realtà più dinamiche del settore bancario europeo. Piazza Gae Aulenti negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di trasformazione focalizzato sulla disciplina dei costi, sull’efficienza operativa e sulla semplificazione della struttura. Questo approccio ha migliorato in modo significativo la redditività e la capacità di generare capitale.
Un elemento chiave che rende le azioni Unicredit particolarmente interessanti nel 2026 è il tema delle operazioni straordinarie. Il coinvolgimento nel risiko bancario europeo, con dossier aperti come quello su Commerzbank, alimenta le aspettative degli investitori su possibili acquisizioni che potrebbero creare valore nel medio periodo.
Dal punto di vista dei fondamentali, la banca presenta solidi livelli di capitale e una buona generazione di cassa. Tuttavia, come tutte le banche con forte esposizione internazionale, resta sensibile alle dinamiche macroeconomiche e alle tensioni geopolitiche. Ed ecco perchè con lo scoppio della guerra Usa-Iran ha ritracciato. -11% da inizio anno ma sempre +16% su base annua. Nessun problema per chi più che al capital gain guarda ai flussi di reddito. Il dividendo Unicredit 2026 è infatti pari a 3,1487 euro di cui 1,7205 euro di saldo ancorta da staccare.
Intesa Sanpaolo
Rivale storica di Piazza Gae Aulenti sul mercato domestico italiano, Intesa Sanpaolo è considerata una delle banche più solide e prevedibili del panorama europeo. Il suo modello di business diversificato, che include attività assicurative e di wealth management, le consente di affrontare meglio le fasi di volatilità dei mercati.
Uno degli aspetti più apprezzati dagli investitori è la politica di distribuzione degli utili. Intesa è spesso definita una vera e propria macchina da dividendi, grazie alla capacità di generare flussi di cassa stabili e sostenibili nel tempo. Questo la rende particolarmente adatta a strategie orientate al reddito. Da tempo di è chiamata fuori dal risiko bancario dopo la brillante operazione su UBI Banca.
Nel contesto attuale, caratterizzato da tassi ancora relativamente elevati, Intesa Sanpaolo continua a beneficiare di margini di interesse favorevoli perchè i tassi BCE ora non scendono più per timore di un rialzo dell’inflazione a causa del balzo del petrolio. Anche in questo caso però eventuali rallentamenti economici potrebbero incidere sulla qualità del credito e sulla crescita futura. E infatti, a causa della guerra in Medio Oriente, nel 2026 le azioni Intesa SP si sono deprezzate del 16% ma anno su anno conservano un rialzo del 3%.
Deutsche Bank
La banca tedesca Deutsche Bank ha attraversato una lunga fase di ristrutturazione, ma oggi si presenta con fondamentali più solidi rispetto al passato. Negli ultimi anni, la banca ha lavorato per semplificare il business e migliorare la redditività.
Secondo una recente analisi di Royal Bank of Canada (RBC), Deutsche Bank può vantare ancora margini di ulteriore miglioramento degli utili, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un migliore posizionamento nei segmenti chiave, come l’investment banking e i servizi alle imprese.
Resta però una banca più complessa rispetto ad altre, con un’esposizione significativa ai mercati finanziari globali. Questo la rende potenzialmente più volatile. E infatti, a causa dell’incertezza scatenata dalla guerra, le azioni Deutsche Bank da inizio 2026 hanno perso il 25% pur mantenendo un +8% su base annua.
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Barclays
Disciplina sui costi e alle strategie di ottimizzazione del capitale sono i punti di forza della britannica Barclays. Negli ultimi anni l’istituto londinese ha intrapreso un percorso di razionalizzazione delle attività che ha portato a un miglioramento dei margini e a una maggiore focalizzazione sui segmenti più redditizi, contribuendo a sostenere le performance in borsa. Barclays ha poi beneficiato anche di politiche di remunerazione degli azionisti più efficienti.
Secondo RBC le prospettive di Barclays per il 2026 restano positive (rating buy). Al di là dell’analisi specifica di Royal Bank of Canada è tutta la vulgata ad essere bullish (rating medio buy sulla base di 16 valutazione censite da MarketScreener). Per RBC, inoltre, il titolo conserva un forte potenziale di upside rispetto alle valutazioni correnti e anche su questo fronte il posizionamento coincide con quello di consensus (+41% potenziale di rialzo medio). Anche in questo caso andamento medio-lungo double face: -22% nel 2026 e +26% anno su anno
Société Générale
Société Générale è dei principali player francesi con un forte orientamento verso i mercati finanziari. La sua presenza nell’investment banking la rende più sensibile alla volatilità dei mercati.
Negli ultimi anni, la banca ha avviato una serie di interventi per migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi. Queste misure hanno contribuito a sostenere il prezzo delle azioni (negli ultimi tre anni si sono apprezzate di due volte) e a migliorare le prospettive di rendimento per gli azionisti.
Dal punto di vista della valutazione, il titolo SocGen presenta ancora margini di crescita interessanti rispetto al fair value stimato di 121 euro. A causa del ritracciamento registrato nell’ultimo mese la prestazione da inizio 2026 è passata in rosso del 12% ma Société Générale resta una delle migliori banche europee su base annua con una progressione del 42%.
Banco Santander
E concludiamo con Banco Santander, uno dei gruppi bancari più internazionalizzati al mondo. La sua presenza in mercati come Stati Uniti e America Latina rappresenta un importante fattore di diversificazione rispetto agli altri istituti inclusi in elenco.
Proprio questa esposizione geografica consente alla banca iberica di compensare eventuali debolezze in Europa con la crescita in altre aree. Considerando l’incertezza economica che si va a profilare a causa della guerra, ciò appresenta un vantaggio competitivo significativo.
Allo stesso tempo, la forte presenza nei mercati emergenti comporta un livello di rischio più elevato e questo perchè le oscillazioni valutarie e le dinamiche macroeconomiche locali possono influenzare la performance del titolo. Il prezzo delle azioni Santander è cresciuto di tre volte negli ultimi tre anni con solito rallentamento nell’ultimo anno (-10% da inizio 2026) e verde solido anno su anno (+40%).
Fattori da considerare per selezionare le azioni bancarie
E’ un segreto di Pulcinella il fatto che da sempre le azioni bancarie siano un pilastro per gli investitori italiani che cercano una combinazione tra dividendi e crescita legata al ciclo economico. Non è un mistero che i portafogli degli italiani siano imbotti di titoli bancari (e infatti a Piazza Affari se le banche volano, tutto il Ftse Mib fa altrettanto mentre se i bancari sono in preda al sell a causa del peso della loro market cap va a picco tutto il paniere di riferimento).
Dopo anni di crescita continua, per le azioni delle banche nel 2026 è arrivato il redde rationem (o almeno ci sono un bel pò di segnali). Le valutazioni troppo alte hanno attirato le vendite scaturite dall’incertezza finanziaria internazionale a sua volta frutto della situazione in Medio Oriente.
Ecco allora che tornare a selezionare le azioni delle banche è tornata ad essere la sola chiave per entrare sul comparto.
Tornano quindi i vecchi criteri che passano in secondo piano quando tutto va bene. A partire natura fondamentale: ROTE (Return on Tangible Equity) e il CET1 ratio. Il primo misura la capacità della banca di generare profitti rispetto al capitale tangibile impiegato e quindi un valore elevato indica efficienza operativa e buona gestione. Il CET1, invece, rappresenta uno dei principali parametri di solidità patrimoniale, in quanto segnala la capacità dell’istituto di fronteggiare eventuali perdite in scenari avversi.
E poi analisi della qualità degli attivi, in particolare il livello di crediti deteriorati (NPL), che può incidere negativamente sulla redditività futura se troppo elevato e politica di remunerazione degli azionisti. I lettori di RisparmiOggi lo sanno bene: il dividend yield rappresenta un elemento di forte attrattiva e le banche, specialmente in ambito europeo, tendono a distribuire una quota significativa degli utili sotto forma di dividendi e, in alcuni casi, attraverso programmi di riacquisto di azioni proprie (buyback), contribuendo ad aumentare il valore complessivo per gli azionisti.
Infine c’è il contesto macroeconomico che, a causa della crisi in Medio Oriente, pesa come un macigno nel 2026. Crescita economica, livello dell’inflazione e decisioni delle banche centrali influenzano la domanda di credito e la redditività del settore.
Per selezionare le azioni delle banche nel 2026 serve un approccio integrato che combini analisi quantitativa e qualitativa.
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Comprare azioni delle banche nel 2026 conviene?
Dopo un lungo rally che ha raggiunto il suo culmine nel 2025, nel nuovo anno le banche hanno ritracciato con il risultato di portare le valutazioni su livelli più interessanti e abbordabili. A voler essere precisi il deprezzamento non è partito con il nuovo anno ma solo nell’ultimo mese. L’attacco di Israele e Usa contro l’Iran e la reazione di Teheram che ha gettato nella destabilizzazione tutta l’area del Medio Oriente hanno generato tantissima incertezza con vendite su tutti i comparti azionari. Le azioni delle banche sono così andate a picco e questo sia perchè avevano i prezzi gonfi dal rally degli anni scorsi e sia perchè, quando c’è il rischio di una crisi così ampia come quella che si potrebbe prospettare in caso di prolungamento della guerra, l’aumento dell’inflazione va ad intaccare i profitti del credito.
C’è quindi uno scenario del tutto nuovo con cui fare i conti e in pochi se lo attendevano. Certo selezionare le giuste azioni delle banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, Barclays, Société Générale e Banco Santander, può fare la differenza tra un investimento mediocre e uno di successo ma il cambio di scenario rende tutto più insicuro.
Come sempre, l’approccio migliore resta quello basato sull’analisi: comprendere i fondamentali, valutare il contesto macroeconomico e costruire un portafoglio equilibrato sono le chiavi per investire nel settore bancario.
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